Scarto

Covati da un azzurro moribondo,
draghi volanti dove si consuma
il confine del mondo.

Inventerò una macchina volante
per parlare col sole
e piangere d’amore
quando ogni notte scapperà distante,
scoprirò un raro fiore tropicale
il cui profumo mi farà immortale,
braccato dal ronzio delle cicale
fuggirò in fondo al mare,
dove i pesci non possono parlare.

Fetida bile eruttata da rugose
croste freatiche
si raggruma attorno al sogno,
fossile primordiale dello scarto
tra pensiero e realtà.



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